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In questa sezione trovi i consigli del farmacista: una selezione di suggerimenti su come prevenire e affrontare le patologie più comuni, e approfondimenti legati a omeopatia, fitoterapia e cosmesi.

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I rimedi naturali per combattere il mal di testa

Il mal di testa si caratterizza come un dolore più o meno intenso che interessa una o più aree della testa. Generalmente un attacco di mal di testa dura tra le 12 e le 24 ore, e si presenta come caso isolato.
Alcune persone invece soffrono di mal di testa cronico, e in questo caso si consiglia di consultare un medico.

Il mal di testa può essere accompagnato da disturbi digestivi (quali nausea e/o vomito) o dolori agli occhi.

Esistono molte forme diverse di mal di testa, classificate in base a:

  • localizzazione del disturbo;
  • intensità;
  • frequenza;
  • modalità in cui si manifesta.

Tra le forme più comuni, ricordiamo l’emicrania e la cefalea muscolo-tensiva.

Non sempre è possibile determinare l’origine del mal di testa, e spesso può essere dovuto ad una combinazione di più fattori quali stress, artrosi cervicale, alimentazione sbagliata, sovraccarico di tossine, intossicazione del fegato, costipazione cronica etc.

In genere, comunque, si fa una distinzione tra:

  • cefalee primarie (come l’emicrania), che includono tutti quei disturbi che non sono provocati da una specifica causa fisica;
  • cefalee secondarie, che sono invece scatenate da uno specifico fattore la cui rimozione fa cessare il dolore (come, per esempio, un mal di denti).

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I principali rimedi naturali efficaci nel mal di testa sono:

1. Tanaceto Partenio

Il Tanaceto Partenio è un potente rimedio naturale conosciuto sin dall’antichità ma che la medicina moderna ha incominciato a scoprire solamente dagli anni Settanta del XX secolo. Il partenio è noto soprattutto per essere il rimedio naturale per eccellenza nella prevenzione e cura delle cefalee.

La fitoterapia moderna propone la sua assunzione per prevenire crisi di emicrania e cefalea e per contrastare tutta la sintomatologia della sindrome premestruale.
Il principio attivo  presente nella pianta (partenolide) è considerato una sostanza con azione analgesica in grado di esplicare un’azione di rilassamento della muscolatura liscia.
Assunto da solo, ha dimostrato di essere in grado di ridurre di due terzi le crisi di emicrania, soprattutto quando queste crisi sono associate a nausea e vomito.

2. Agnocasto

Se il mal di testa si presenta prima della comparsa delle mestruazioni, o durante il ciclo mestruale, è molto probabile che l’attacco sia scatenato da un problema ormonale. La terapia più indicata in questi casi è il Vitex agnus castus ( Agnocasto) che, oltre a ridurre il dolore, può evitare anche gli sbalzi d’umore e il nervosismo.

3. Griffonia

Caratteristica della medicina popolare africana, la griffonia si è conquistata un ruolo di primo piano anche nella moderna fitoterapia, dimostrandosi un valido aiuto contro diversi disturbi psicoemotivi.

Il principio attivo responsabile delle proprietà della griffonia è il 5-idrossitriptofano (5-HTP), un amminoacido precursore della serotonina, il principale neurotrasmettitore coinvolto nella regolazione del tono dell’umore, del sonno, delle emozioni, dell’appetito e delle funzioni cognitive.

Recenti studi hanno evidenziato buoni risultati nel trattamento di emicranie e cefalee croniche; il suo utilizzo costante per sei mesi ha ridotto il numero di episodi e diminuito l’intensità del dolore.

4. Magnesio

In caso di stress, e per un’azione sinergica, può essere utile associare il magnesio. Questo prezioso minerale infatti contribuisce a rilassare la muscolatura e risulta fondamentale nelle cefalee muscolo-tensive e nei mal di testa legati alla sindrome premestruale.

Altro fattore molto importante è la dieta.
Una dieta corretta infatti è la prima cura per prevenire gli attacchi di cefalea.

intolleranze alimentari

Per alcuni cibi il legame con le crisi dolorose di mal di testa esiste, ma è importante sapere che non è uguale per tutti. In genere, l’alimento incriminato varia da persona a persona e si ritiene che molti dei cibi ‘trigger’ agiscano modificando la reattività dei vasi intracranici.

Gli alcolici, ad esempio, potrebbero indurre gli attacchi emicranici perché causano vasodilatazione; mentre il caffè, che ha un’azione vasocostrittrice, può causare cefalea nei giorni in cui viene assunto in quantità ridotte, come ad esempio nei week-end, per un effetto di ‘rimbalzo’ sui vasi”.

Fra gli alimenti da evitare, gli esperti annoverano il cioccolato e alcuni formaggi; citano poi specifiche sostanze contenute in quantità differenti in numerosi alimenti, ad esempio il glutammato di sodio, indicato sulle etichette alimentari con la sigla E621, presente soprattutto in prodotti industriali lavorati, nei surgelati, nei cibi in scatola, negli snack e in alcune salse e condimenti, specie quelle utilizzate nei ristoranti cinesi.

Meglio ridurre anche i nitriti, presenti negli insaccati, come pancetta, salumi, wurstel, che nel 5% degli emicranici determinano l’insorgere di un attacco nei giorni successivi al loro consumo. Qualche dubbio resta aperto sull’influenza esercitata da glutine (la proteina del grano non tollerata dai celiaci) e aspartame, contenuto soprattutto nei cibi dolci, comprese caramelle e gomma americana. Banditi poi gli alcolici, in particolare quelli ad alto contenuto di istamina.

Tra i cibi cosiddetti protettivi o non nocivi, invece, troviamo quelli contenenti folati e vitamina D e, in genere, le diete a basso contenuto di grassi e carboidrati ma ricche di acidi grassi polinsaturi Omega 3 che si trovano soprattutto in pesci come salmone, merluzzo e capasanta. Infine, parlando di condimenti, meglio preferire l’olio di semi di lino agli oli vegetali polinsaturi (mais, girasole e soia).

Importante da sapere è anche il fatto che una dieta corretta, oltre a ridurre gli attacchi di mal di testa, favorirebbe il controllo del peso e un ridotto rischio cardiovascolare.

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